Sono tornato al mio odiato posto di lavoro ormai da un pò di giorni. Il tempo che è passato comunque ha già sortito i suoi effetti, perchè mentre il primo giorno avevo un sacco di idee su cosa avrei potuto scrivere sul blog (cosa che per inciso non ho fatto), ora queste idee sono pressochè sparite.
Sparite non è il termine giusto : forse sarebbe più corretto dire "appassite". Le idee, più o meno ci sono sempre. Solo che sono più incerte, più sfocate. Si sente meno quell'urgenza e quell'importanza di comunicarle.
Comunque, tutte le volte che le ferie finiscono mi vengono in mente le parole di una mia ex compagna di classe. Che in un tema (si era ai tempi del liceo quindi non si può neanche chiamare a presunta scusante del rincoglionimento la tenera età) dato per le vacanze scrisse qualcosa tipo "...e poi in fondo tutti, quando le ferie sono finite, siamo contenti di tornare sui banchi di scuola".
Quella frase è ancora un ricodo vivo. Mi suscita ancor oggi autentica incazzatura e ribrezzo. E l'idea che mi suggerisce è la frase presente in Bastogne (toh!) che grossomodo dice "con un bel taglio di lama in mezzo alla guancia ragionerebbe in modo diverso".
Per la cronaca non vedo la tizia in questione da almeno una decina d'anni, quando era diventata quel mostro di modi pseudo positivi, ruffiani e banaleggianti che tanto bene riuscì a sintetizzare in quella affermazione. Esteticamente direi che fosse andata decisamente sul brutto partendo dal sei meno meno che poteva essere ai tempi sopra citati.
Patha rhei.
E davvero tutto scorre, quando poi ad un certo punto finisce anche di scorrere perchè muori. Non è una frase buttata lì ad effetto come fanno certi dark. E' morto uno zio di M, da solo dopo una vita dedicata alla famiglia, in primis alla figlia e alla nipote. Me la sono sentita addosso la paura di morire e alcune volte ho pensato anche che si può ragionare quanto si vuole, ma si sta per passare la mezzeria. Countdown to extinction.
Che anche questa è una cazzata.
Si può morire anche domani.
Per cui vorrei concludere questo post con un'affermazione tipo "bisogna provarci ora a scuotere il grigiore" ma contemporaneamente non voglio neanche fare il superficiale ad oltranza e buttare lì carpe diem a casaccio come nei diari delle ragazzine ai tempi della scuola.
Quando ero all'elba e quindi il quotidiano non era questa non vita dei "banchi di scuola" ho pensato che volevo quest'inverno fare qualcosa di attività fisica, magari un pò di nuoto o forse anche della capoeira, così almeno faccio una figura migliore nella hardcore dancing e quando sono sui fatidici banchi posso almeno pensare ad altro.
Cerchiamo di provarci.
Per lo meno per andare in culo alla fatidica ex compagna e a quelli come lei.
giovedì 17 settembre 2009
mercoledì 26 agosto 2009
giovedì 6 agosto 2009
IL METAL NON E' MORTO, MA FORSE STING SI...
Gli anni intorno al 2000-2003 sono stati il culmine del mio livello professionale.
Che poi questo culmine fosse un ideale punto di arrivo, è tutto un altro discorso. Guadagnavo circa 2000 euro al mese (netti), ma di fatto non facevo altro che stare in macchina o lavorare.
Comunque il concetto è che il lavoro si prendeva tutto lo spazio e quindi sembrava che al di fuori del lavoro non esistesse più niente.
Magari era esistito, sì: amici, locali ... musica .... Ma anni fa. E si campava di ricordi in quel senso, quelle poche volte che la testa riusciva a distogliersi da MRP o cruscotti aziendali.
Continuavo a pensare al Metal solo come ad un qualcosa del passato, che ora non esisteva più. Lo identificavo con gli Iron o gli Helloween e pensavo che in sintesi Sting ci aveva preso con quella sua storica affermazione "il rock è morto". E la cosa mi dava un senso di tristezza, di irrimediabile perdita non solo della giovinezza, ma anche di un modo di pensare e di vivere la propria vita.
Comunque poco male ... tanto non avevo tempo di pensarci.
Questo lungo preambolo per spiegare quale shock per me è stato capire che dal 2000 in poi tutto quello che pensavo morto era vivo eccome e che il morto ero io.
L'illuminazione l'ho avuta per conseguenza di un concerto che ho visto ad inizio giugno, dove sono andato da solo e non so perchè. Suonavano i Devil Driver.
Chi cazzo sono i Devil Driver?
Eppure cazzo, qui a tutti piacciono. Comunque ganza questa idea di mischiare gli Obituary ed i Sick of it all ...
Guardiamo un pò su internet.
Metalcore? Screamo? Deathcore? New Wawe Of American Heavy Metal?
Gruppi nati nel 2000 o giù di lì. Anche della merda certo (ma perchè negli anni '80 non c'era ... ah, ecco!) però tante nuove idee.
Così, eccomi qua.
Ho messo un pò da parte i miei vecchi dischi. E ho di nuovo fame di suoni, locali, idee che non conoscevo. Cose che mi fanno stare bene ... e forse meglio di quando mi credevo un povero stronzo realizzato & felice, negli anni di cui sopra.
Ah, ho anche una nuova ragazza ... è quella della foto ....
Non la bevete, eh?
Beh, in effetti di quegli anni è rimasta la ragazza. Che per fortuna è sempre la mia amata M.
Quella che vedete è la chitarrista delle Crucified Barbara che ho visto al Rock Planet un paio di settimane fa. Potrete pensare che sono definitivamente rincoglionito, ma sono contento pure di tornare a mettere sul diario la foto di una cantante topa ....
lunedì 27 luglio 2009
MA IL COCCODRILLO COME FA?
Mi trovo al pronto soccorso. Codice bianco, doveroso.
Aspetto 6 ore, salto il pranzo, poi esco con mio certificato, le mie diagnosi, le medicine da prendere.
Nessun problema, per me, anche se ovviamente non è che a star lì per tutto quel tempo mi sono svagato e disteso.
Il problema, però, è che in quelle 6 ore, ho visto anziani con bracci rotti che non sapevano a che santo votarsi. Che era tutto incomprensibile per me, figuriamoci per loro. Che quando c'è il dolore, si ha tutti la stessa voglia: che passi. Che il dolore, quasi nessuno è preparato ad affrontarlo. Che si fa finta di no, ma che quello è lì dietro l'angolo ad aspettarci. E alla fine vincerà lui, senza che ci sia un match di ritorno in cui ribaltare il risultato.
Ecco allora mi son chiesto una cosa.
Forse avrà un suono politico, ma vi assicuro è davvero una semplice domanda. Ma la gente che vuole tagli su tagli alla sanità, sistema sanitario privato etc... concretamente che fa quando gli succede qualche cosa?
Cioè un Totti o un Berlusconi che fanno? Vanno al pronto soccorso come me oppure esistono delle cliniche private dove magari paghi N-mila euri ma ti fanno subito?
C'è un albo, un elenco dei pronti soccorsi privati?
Perchè mi chiedo, se non c'è ... se non ci sono alternative a questo sistema sanitario che senso ha affondarlo? E se ci sono, io non le conosco e mi piacerebbe sapere : che qualcuno che sa mi dia delle indicazioni.
Che magari la prossima volta che mia nonna si rompe il polso e batte la testa come un pò di tempo fa, paghiamo ma non la vedo soffrire dalle 10 alle 2 di notte in uno scenario tipo bomba al mercato di Calcutta.
Aspetto 6 ore, salto il pranzo, poi esco con mio certificato, le mie diagnosi, le medicine da prendere.
Nessun problema, per me, anche se ovviamente non è che a star lì per tutto quel tempo mi sono svagato e disteso.
Il problema, però, è che in quelle 6 ore, ho visto anziani con bracci rotti che non sapevano a che santo votarsi. Che era tutto incomprensibile per me, figuriamoci per loro. Che quando c'è il dolore, si ha tutti la stessa voglia: che passi. Che il dolore, quasi nessuno è preparato ad affrontarlo. Che si fa finta di no, ma che quello è lì dietro l'angolo ad aspettarci. E alla fine vincerà lui, senza che ci sia un match di ritorno in cui ribaltare il risultato.
Ecco allora mi son chiesto una cosa.
Forse avrà un suono politico, ma vi assicuro è davvero una semplice domanda. Ma la gente che vuole tagli su tagli alla sanità, sistema sanitario privato etc... concretamente che fa quando gli succede qualche cosa?
Cioè un Totti o un Berlusconi che fanno? Vanno al pronto soccorso come me oppure esistono delle cliniche private dove magari paghi N-mila euri ma ti fanno subito?
C'è un albo, un elenco dei pronti soccorsi privati?
Perchè mi chiedo, se non c'è ... se non ci sono alternative a questo sistema sanitario che senso ha affondarlo? E se ci sono, io non le conosco e mi piacerebbe sapere : che qualcuno che sa mi dia delle indicazioni.
Che magari la prossima volta che mia nonna si rompe il polso e batte la testa come un pò di tempo fa, paghiamo ma non la vedo soffrire dalle 10 alle 2 di notte in uno scenario tipo bomba al mercato di Calcutta.
lunedì 13 luglio 2009
ORA ANCHE DAGLI ALPINI SI MANGIA DA SCHIFO
Se c'era una cosa che pareva inattaccabile dagli schifi della modernità e dalla cultura fast food erano le sagre di paese.
Quelle dove spendevi una sega e simpatici nonnini e nonnine ti cucinavano robe tipo la polenta con il cinghiale e tu ne mangiavi fino a fartelo uscire dagli occhi, pensando alla fine "certo, oramai o qui o niente ... vaglielo a dire ai brillanti giovani d'oggi di mettersi a cucinare il cinghiale". Il tutto in un'atmosfera quasi di documentario dei primi del novecento, espressione di una cultura contadina che se anche non hai mai vissuto, ti sembrava in qualche modo calda e familiare.
Certo, il fatto che negli ultimi anni queste sagre si siano moltiplicate esponenzialmente doveva in qualche modo essermi d'allarme.
Comunque ieri, anche per il fatto di essere da solo a casa, colgo l'occasione per andare a mangiare la sera alla festa degli (ex) Alpini, che sì eran soldati ... ma insomma ora a 70 anni o giù di lì, li sento solo come degli innocui bischerotti con in testa un cappello piumato, per il quali la simpatia per l'essere ormai solo attaccati ai loro ricordi prevale sulla mia congenita antipatia per le divise.
Risultato: ho speso sì relativamente poco (8 euri). Ma a parte il fatto che il cinghiale non c'era e la gramigna era finita già alle 19,15 ho mangiato una pasta fritta appena decente e delle patate + salsiccia impresentabili. Che ho visto riscaldare nel microonde, in front of me.
Oh tempora, oh mores !
Quelle dove spendevi una sega e simpatici nonnini e nonnine ti cucinavano robe tipo la polenta con il cinghiale e tu ne mangiavi fino a fartelo uscire dagli occhi, pensando alla fine "certo, oramai o qui o niente ... vaglielo a dire ai brillanti giovani d'oggi di mettersi a cucinare il cinghiale". Il tutto in un'atmosfera quasi di documentario dei primi del novecento, espressione di una cultura contadina che se anche non hai mai vissuto, ti sembrava in qualche modo calda e familiare.
Certo, il fatto che negli ultimi anni queste sagre si siano moltiplicate esponenzialmente doveva in qualche modo essermi d'allarme.
Comunque ieri, anche per il fatto di essere da solo a casa, colgo l'occasione per andare a mangiare la sera alla festa degli (ex) Alpini, che sì eran soldati ... ma insomma ora a 70 anni o giù di lì, li sento solo come degli innocui bischerotti con in testa un cappello piumato, per il quali la simpatia per l'essere ormai solo attaccati ai loro ricordi prevale sulla mia congenita antipatia per le divise.
Risultato: ho speso sì relativamente poco (8 euri). Ma a parte il fatto che il cinghiale non c'era e la gramigna era finita già alle 19,15 ho mangiato una pasta fritta appena decente e delle patate + salsiccia impresentabili. Che ho visto riscaldare nel microonde, in front of me.
Oh tempora, oh mores !
venerdì 3 luglio 2009
IL TUO PARADISO PERSONALE
Sono drammaticamente portato ad idealizzare.
L'ho fatto prima con il rapporto con gli "amici" (intendo quelli di vecchia data, con cui hai passato i tuoi 16-20 anni per capirsi), poi coi "giovani" (in opposizione ai trentenni mediocri e pallosi), poi col mondo ultras e poi col metal.
Tutte le volte ci ricasco, ma è sempre lo stesso discorso.
Io mi immagino un "angolo di paradiso". Un qualcosa di diverso dal quotidiano, dallo scontato, dal passivo, dall'eticamente-nè-bene-nè-male, dal noioso.
E mi dico da solo qualcosa del genere:
"Il mondo in generale è una merda, ma limitandosi agli X ci sono persone più intelligenti, vere, stimolanti che possano compensare la palese tristezza del resto.
Con quel gruppo si può ancora provare qualche autentica "good vibration" (passatemi il termine tristemente R&B) e se non sempre e necessariamente del buono (sono idealista, non celebroleso) almeno della condivisione di certi principi base".
Puntualmente resto deluso.
Ma il problema non è degli amici, degli ultras o dei metallari. Fra i quali ci sono persone di ogni tipo. Certo con percentuali magari un pochino diverse (che so fra i metallari non troverai tanti che ti fanno una capa tanta con paris hilton) ma sostanzialmente non troppo distanti rispetto alla tanto vituperata (mai abbastanza, per me...) condizione media.
Il problema, dicevo è mio.
D'altronde come diceva Esopo nella favola della rana e dello scorpione "questa è la mia natura".
Per cui credo che questa sia solo una delle tante domande mal poste che (mi) faccio e che continuerò in ogni caso a cercare, pur sapendo che anche la prossima volta starò ancora a far questi discorsi.
L'ho fatto prima con il rapporto con gli "amici" (intendo quelli di vecchia data, con cui hai passato i tuoi 16-20 anni per capirsi), poi coi "giovani" (in opposizione ai trentenni mediocri e pallosi), poi col mondo ultras e poi col metal.
Tutte le volte ci ricasco, ma è sempre lo stesso discorso.
Io mi immagino un "angolo di paradiso". Un qualcosa di diverso dal quotidiano, dallo scontato, dal passivo, dall'eticamente-nè-bene-nè-male, dal noioso.
E mi dico da solo qualcosa del genere:
"Il mondo in generale è una merda, ma limitandosi agli X ci sono persone più intelligenti, vere, stimolanti che possano compensare la palese tristezza del resto.
Con quel gruppo si può ancora provare qualche autentica "good vibration" (passatemi il termine tristemente R&B) e se non sempre e necessariamente del buono (sono idealista, non celebroleso) almeno della condivisione di certi principi base".
Puntualmente resto deluso.
Ma il problema non è degli amici, degli ultras o dei metallari. Fra i quali ci sono persone di ogni tipo. Certo con percentuali magari un pochino diverse (che so fra i metallari non troverai tanti che ti fanno una capa tanta con paris hilton) ma sostanzialmente non troppo distanti rispetto alla tanto vituperata (mai abbastanza, per me...) condizione media.
Il problema, dicevo è mio.
D'altronde come diceva Esopo nella favola della rana e dello scorpione "questa è la mia natura".
Per cui credo che questa sia solo una delle tante domande mal poste che (mi) faccio e che continuerò in ogni caso a cercare, pur sapendo che anche la prossima volta starò ancora a far questi discorsi.
venerdì 27 marzo 2009
SCUSATE SENZA OFFESE, IO SONO GRAN TURCHESE...
Forse mi devo flagellare con il cilicio perchè sono un privilegiato, parlo bene perchè ho la bocca piena e tutto il resto.
Però piuttosto che farmi assumere come vigilino, tantopiù a tempo determinato - cosa che a dire dalle civette dei giornali è quasi una delle massime aspirazioni di molti ragazzi della zona - preferirei essere preso a palate nei coglioni. Con la pala che colpisce di traverso, anche...
Però piuttosto che farmi assumere come vigilino, tantopiù a tempo determinato - cosa che a dire dalle civette dei giornali è quasi una delle massime aspirazioni di molti ragazzi della zona - preferirei essere preso a palate nei coglioni. Con la pala che colpisce di traverso, anche...
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