Se c'era una cosa che pareva inattaccabile dagli schifi della modernità e dalla cultura fast food erano le sagre di paese.
Quelle dove spendevi una sega e simpatici nonnini e nonnine ti cucinavano robe tipo la polenta con il cinghiale e tu ne mangiavi fino a fartelo uscire dagli occhi, pensando alla fine "certo, oramai o qui o niente ... vaglielo a dire ai brillanti giovani d'oggi di mettersi a cucinare il cinghiale". Il tutto in un'atmosfera quasi di documentario dei primi del novecento, espressione di una cultura contadina che se anche non hai mai vissuto, ti sembrava in qualche modo calda e familiare.
Certo, il fatto che negli ultimi anni queste sagre si siano moltiplicate esponenzialmente doveva in qualche modo essermi d'allarme.
Comunque ieri, anche per il fatto di essere da solo a casa, colgo l'occasione per andare a mangiare la sera alla festa degli (ex) Alpini, che sì eran soldati ... ma insomma ora a 70 anni o giù di lì, li sento solo come degli innocui bischerotti con in testa un cappello piumato, per il quali la simpatia per l'essere ormai solo attaccati ai loro ricordi prevale sulla mia congenita antipatia per le divise.
Risultato: ho speso sì relativamente poco (8 euri). Ma a parte il fatto che il cinghiale non c'era e la gramigna era finita già alle 19,15 ho mangiato una pasta fritta appena decente e delle patate + salsiccia impresentabili. Che ho visto riscaldare nel microonde, in front of me.
Oh tempora, oh mores !
Visualizzazione post con etichetta sagre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sagre. Mostra tutti i post
lunedì 13 luglio 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)
