Da ieri sera non faccio più parte di alcun gruppo ultras, visto che quello che era il mio si è sciolto.
Motivi, dettagli e tutto il resto appariranno su fanzine, comunicati e quant'altro con modi e tempi che a questo punto mi riguardano fino ad un certo punto, ma che tutto sommato seguiranno (presumo) i canoni di tanti articoli visti su ultrasbasket, fans magazine e via dicendo.
Qui del resto non mi interessa parlare in generale, ma di me. Quindi mi perdonerete la visione volutamente parziale o forse minimalista.
Per me poter presentarmi in un qualsiasi ambiente distinguendomi dalla massa grigia è importante. Sarà difetto di autostima, personalità quello che volete. E mi fa star bene.
Per questo mi sento solo di ringraziare chi (e non parlo solo del gruppo ma anche della mia M.) mi ha permesso di farne parte.
Solo che man mano che vai avanti con gli anni, diventa sempre più difficile. Per lo meno escludendo i canoni tradizionali (carriera, macchina, soldi, amanti etc...) che tanto piacciono a molti miei coetanei ma che a me fanno solo tristezza. L'occasione di poter far parte di un gruppo ultras a 34 anno in modo probabilmente più intenso e vero di quando "avrei dovuto farlo" è stato un regalo insperato.
E anche un qualcosa che mi ha fatto andare avanti fra notti insonni, pannolini, cartoni idioti alla TV, discorsi altrettanto idioti sui bimbi fra genitori ... e commerciali e budget e business plan, delibere, determine, router, firewall e tutte le cazzate della vostra bella società borghese tecnologica e commerciale. E' proprio quando vedi la tua giovinezza che inizia ad andarsene che ti ci tieni ancor più disperatamente attaccato.
Fino a quando semplicemente e pezzo per pezzo finisce, come tutto.
Esco da questa chiesa pagana in cui si celebra il rito funebre dello scioglimento dopo aver recitato i miei salmi ed aver ascoltato l'omelia. Mi incammino verso casa. Anzi verso casa di mia nonna, perchè a furia di parlare ho perso anche l'ultimo treno, il che la dice lunga su quanto sia una persona concreta e matura.
Ultras o sì è o non sì è, dicono. E' vero.
Io non lo sono e non lo sono mai stato, per lo meno nel senso comune che alla parola danno molte persone (anche di idee opposte sull'argomento).
Però ho sempre cercato il mio modo di essere ultras. Come metallaro. Come hacker e anche come babbo o come anarchico. E come quasi nessuno fa, se ci penso bene.
Cammino, senza voltarmi.
Farò quel che credo, come potrò e meglio che potrò. E anche e forse soprattutto fino a che potrò.
Voi fate un pò il cazzo che vi pare.
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giovedì 8 gennaio 2009
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