Qualche giorno fa ero ad un pub a bere una birra. Non mi succede spesso, e ancor meno spesso lo faccio a quell'ora e da solo.
Venivo da giri vari&pallosi e da una buona quarantina di minuti spesi a togliere la macchina dalla neve (era rimasta ai margini della strada ed era stata sostanzialmente imprigionata da luridi blocchi giacciati, ammassati dagli spazzaneve). Erano le 6 (di sera) quindi troppo presto per cominciare a preparare la cena e troppo tardi per cominciare a fare qualcosa (vero, sostanzialmente, però, che frase triste ho scritto....).
Vabbè, bevendo la mia Guiness l'occhio mi cade su un manifesto in cui si pubblicizza per il sabato successivo la presenza di Morgan in una discoteca della zona. Per associazione di idee o forse perchè il pop trash pettegolante, anche se non vuoi, un pò lo assorbi comunque, per quanto ce n'è a giro .... insomma passo a pensare a sua figlia, quella che dovrebbe aver avuto da Asia Argento.
Non è per far la morale o forse sì (è vietato?) ... mi son chiesto come potevo essere come genitore. Ho pensato che potrò dire tranquillamente "non drogarti", "cerca di privilegiare quello che sei rispetto a quello che sembri", "cerca di non mangiare troppe schifezze", "guida con un minimo di cervello" e via dicendo.
Sì, insomma tutti i consigli che immaginiamo potrebbe dare un qualunque pallosissimo genitore. Oddio qualunque .... forse il "qualunque" di 50 anni fa, non certo di adesso. Magari non avrò teatri pieni di gente che è lì per vedermi, non aprirò le sfilate di pitti-qualcosa, non sarò styloso o tutto quel che volete. Ma potrò dire certe cose senza essere ipocrita. E questo è un fatto non un'autocelebrazione.
Pensando a questo sono venuto via dal pub di buon umore.
Sarà stato l'alcool ! ;-)
martedì 8 febbraio 2011
giovedì 20 gennaio 2011
VUOTANDO LA CACHE
Il blog è almeno per certi aspetti migliore del piu affettuoso animale che tu possa avere. Ti aspetta per tutto il tempo che serve e ti accoglie comunque scodinzolando. Certo, non è che una tua emanazione, quindi sei tu .... come cavolo ti dovrebbe accogliere ... sempre a sottilizzare lui!
Non ho scritto per tanto tempo ma ogni tanto ci pensavo a scrivere. A volte mi segno delle cose cui proverbiali fogli di carta da formaggio ... che forse avrebbe senso scriver subito, come disce Vasco delle canzoni. ma si è sempre troppo impegnati, anche se in realtà di veramente importante non si deve fare un cazzo.
Comunque, qualcuno di questi foglietti in questi mesi si è accumulato sulla mia scrivania e quindi quale migliore occasione per svuotare la cache, utilizzando il gergo da informatico di merda che ormai mi ritrovo sempre più cucito addosso (sia l'informatico che la merda, intendo).
In un foglietto avevo segnato una frase tipo "di fronte al nulla, lo stile". Forse è qualcosa di Warhol o di Dorian Gray, non lo so e non lo voglio sapere. Ci sono stati un pò di giorni che l'ho sentita diverse volte, ovviamente in circostanze in cui persone presunte ganze l'hanno usata per apparire ancor più ganze. Io ad una cazzata di questo genere non riesco, anche volendo a dare il minimo significato. Davvero ci ho provato, ma niente. Mi dà solo il messaggio strisciante e fastidioso della presunzione di chi la scrive o la dice, di averlo, questo fantomatico stile che, detto fra noi mi sembra, di tutti i concetti fumosi fra cui viviamo, il concetto fumoso per eccellenza. L'ultima volta l'ho vista scritta su una borsina di un negozio, in cartone, perchè l'avevo usata per la raccolta differenziata della carta. E' dunque finita al posto che più di ogni altro le competeva : la pattumiera.
Di cose ne sono successe dall'ultima volta che ho scritto qualcosa, ovviamente. Una che mi ha colpito è stata la nomina del personaggio dell'anno da parte di un giornale straniero assolutamente palluto ed autorevole, il times, forbes .... insomma roba del genere. Insomma la finale di questo mondano pallone d'oro (come se quello vero ... vabbè ....) è stata fra Fesibuk e Wikileaks, o meglio fra i relativi "numeri uno". Ha vinto feisbuk e la dotta interpretazione dell'autore dell'articolo era qualcosa che suonava più o meno così "è giusto perchè Zuckerberg vede un mondo di amici mentre Assange di nemici". Amici è la parola giusta, come quelli di Maria De Filippi. Le chiacchere le porta via il vento, le mie e le vostre. Ma gli amici ve li lascio a voi ...
Chiudo col botto. Che dico col botto, con una schiacciata a due mani all'indietro alla Shaq dei bei tempi, cosa per la quale ho anche tenuto un pezzo di giornale. Nientepopodimenochè La Nazione del 27 dicembre in cui per uno di quegli stupendi scherzi del destino finiscono a poca distanza l'uno dall'altro i commenti ad un episodio di satanismo ("rogo di immagini sacre e pubblicazioni sotto un ponte") e le cronache del natale di personaggi vip. Eccole:
"Ne è passato di tempo da quando ... le popolazioni montane erano cattolicissime. Tant'è che i sacerdoti non prendevano nota di chi non andava a messa perchè ci andavano tutti..." (Ah, bei tempi!)
"Qualcuno punta il dito contro una certa musica rock, dichiaratamente piena di messaggi subliminali che inducono appunto al satanismo" (Anche ammessa la presenza dei messaggi mi sfugge l'apparentemente meccanico nesso causa - effetto).
"In ogni caso si tratta di un fenomeno dalle dimensioni preoccupaneti" (Sì, preoccupaneti ... nel senso che preoccupa pianeti interi)
"natale in capannina per il difensore della Juve ... Una notte particolare perchè nel locale cult della Versilia si distribuiva in regalo la Bibbia per sensibilizzare soprattutto i giovani sui temi spirituali. A distribuire il testo sacro due belle ragazze una in abito rosso, versione Babbo Natale, l'altra in bianco attillato" (Ah, questo sì che va bene, di buon gusto, anche!)
PS: se qualcuno passasse di qui e non mi conoscesse, sappia che non ho niente contro il Cattolicesimo e a favore del satanismo. Davvero, anche se in modo molto più debole di quando ero ragazzino mi professo ancora credente e rispetto chi lo è. E' solo che c'è l'idea, giusta o sbagliata che sia, che vive nel suo iperuranio come diceva Platone e poi c'è la mediocrità della sua manifestazione del reale e l'ancor più schifosa grettezza dell'ipocrisia interessata. Son quelle le cose che ti fanno passar la voglia, non il fatto che non trasmettano la messa in poadcasting...
Non ho scritto per tanto tempo ma ogni tanto ci pensavo a scrivere. A volte mi segno delle cose cui proverbiali fogli di carta da formaggio ... che forse avrebbe senso scriver subito, come disce Vasco delle canzoni. ma si è sempre troppo impegnati, anche se in realtà di veramente importante non si deve fare un cazzo.
Comunque, qualcuno di questi foglietti in questi mesi si è accumulato sulla mia scrivania e quindi quale migliore occasione per svuotare la cache, utilizzando il gergo da informatico di merda che ormai mi ritrovo sempre più cucito addosso (sia l'informatico che la merda, intendo).
In un foglietto avevo segnato una frase tipo "di fronte al nulla, lo stile". Forse è qualcosa di Warhol o di Dorian Gray, non lo so e non lo voglio sapere. Ci sono stati un pò di giorni che l'ho sentita diverse volte, ovviamente in circostanze in cui persone presunte ganze l'hanno usata per apparire ancor più ganze. Io ad una cazzata di questo genere non riesco, anche volendo a dare il minimo significato. Davvero ci ho provato, ma niente. Mi dà solo il messaggio strisciante e fastidioso della presunzione di chi la scrive o la dice, di averlo, questo fantomatico stile che, detto fra noi mi sembra, di tutti i concetti fumosi fra cui viviamo, il concetto fumoso per eccellenza. L'ultima volta l'ho vista scritta su una borsina di un negozio, in cartone, perchè l'avevo usata per la raccolta differenziata della carta. E' dunque finita al posto che più di ogni altro le competeva : la pattumiera.
Di cose ne sono successe dall'ultima volta che ho scritto qualcosa, ovviamente. Una che mi ha colpito è stata la nomina del personaggio dell'anno da parte di un giornale straniero assolutamente palluto ed autorevole, il times, forbes .... insomma roba del genere. Insomma la finale di questo mondano pallone d'oro (come se quello vero ... vabbè ....) è stata fra Fesibuk e Wikileaks, o meglio fra i relativi "numeri uno". Ha vinto feisbuk e la dotta interpretazione dell'autore dell'articolo era qualcosa che suonava più o meno così "è giusto perchè Zuckerberg vede un mondo di amici mentre Assange di nemici". Amici è la parola giusta, come quelli di Maria De Filippi. Le chiacchere le porta via il vento, le mie e le vostre. Ma gli amici ve li lascio a voi ...
Chiudo col botto. Che dico col botto, con una schiacciata a due mani all'indietro alla Shaq dei bei tempi, cosa per la quale ho anche tenuto un pezzo di giornale. Nientepopodimenochè La Nazione del 27 dicembre in cui per uno di quegli stupendi scherzi del destino finiscono a poca distanza l'uno dall'altro i commenti ad un episodio di satanismo ("rogo di immagini sacre e pubblicazioni sotto un ponte") e le cronache del natale di personaggi vip. Eccole:
"Ne è passato di tempo da quando ... le popolazioni montane erano cattolicissime. Tant'è che i sacerdoti non prendevano nota di chi non andava a messa perchè ci andavano tutti..." (Ah, bei tempi!)
"Qualcuno punta il dito contro una certa musica rock, dichiaratamente piena di messaggi subliminali che inducono appunto al satanismo" (Anche ammessa la presenza dei messaggi mi sfugge l'apparentemente meccanico nesso causa - effetto).
"In ogni caso si tratta di un fenomeno dalle dimensioni preoccupaneti" (Sì, preoccupaneti ... nel senso che preoccupa pianeti interi)
"natale in capannina per il difensore della Juve ... Una notte particolare perchè nel locale cult della Versilia si distribuiva in regalo la Bibbia per sensibilizzare soprattutto i giovani sui temi spirituali. A distribuire il testo sacro due belle ragazze una in abito rosso, versione Babbo Natale, l'altra in bianco attillato" (Ah, questo sì che va bene, di buon gusto, anche!)
PS: se qualcuno passasse di qui e non mi conoscesse, sappia che non ho niente contro il Cattolicesimo e a favore del satanismo. Davvero, anche se in modo molto più debole di quando ero ragazzino mi professo ancora credente e rispetto chi lo è. E' solo che c'è l'idea, giusta o sbagliata che sia, che vive nel suo iperuranio come diceva Platone e poi c'è la mediocrità della sua manifestazione del reale e l'ancor più schifosa grettezza dell'ipocrisia interessata. Son quelle le cose che ti fanno passar la voglia, non il fatto che non trasmettano la messa in poadcasting...
giovedì 11 novembre 2010
IT'S ONLY ROCK AND ROLL BUT I LIKE IT
Torno a scrivere dopo un bel pò e comincio non scrivendo affatto ma mettendo sul blog due canzoni che in questo momento "giro" parecchio:
Della seconda mi sembra notevole anche il video e forse martedì prossimo faccio come l'anno scorso. Ci investo qualche ora di permesso e mi vedo gli immensi Parkway Drive.
A parte la musica non so se ho cose da dire oppure no.
Ho finito il mio rito annuale delle cure a Porretta, cosa che abitualmente segna l'inizio dell'inverno "vero" : quello della neve e di tutto il resto. Certo mi rimarrà l'immagine di me che ero uscendo dagli stabilimenti stavo attento alla sciarpa, al cappuccio insomma a roba regna di un 80-enne mentre un vero 80-enne (vabbè diciamo 60-enne) stava sulla porta dell'albergo, accappatoio aperto, capelli bagnati e sigaretta in bocca. Fuori erano 5-6 gradi. Io tossivo come un majale e lui no....
Per il resto mi pare che non ci sia niente da segnalare. A voi magari importerà del governo, di chi c'è, di chi ci sarà, di chi ha ammazzato chi, di Corona e di Lele mora. A me non me ne frega un cazzo.
Mi importa delle giornate limpide di questi giorni, dello spettacolo che si vede al traforo della collina con gli alberi con le foglie dei colori più belli e con la nebbia che copre la città e che vista dall'alto sembra un mare, degna di un mondo tipo quello del Signore Degli Anelli.
Ultimamente ho letto il libro "Black" di Ted Dekker e mi è sembrato molto ben scritto. L'ho divorato in un lampo. Ed è bella l'idea che i sogni siano reali quanto questo schermo o questa tastiera e che di lì, queste cose sembrino strane e paradossali.
Ma allora sei un agnello, un leone o un bambino ? La realtà è che non sono nè un agnello nè un leone nè un bambino. Sono tutte e tre le cose, ma nessuna delle tre mi descrive completamente.
Ora sto leggendo "La notte eterna del Coniglio" di non mi ricordo chi. Ma non mi sembra all'altezza. Si vedrà.
Passo e chiudo.
Della seconda mi sembra notevole anche il video e forse martedì prossimo faccio come l'anno scorso. Ci investo qualche ora di permesso e mi vedo gli immensi Parkway Drive.
A parte la musica non so se ho cose da dire oppure no.
Ho finito il mio rito annuale delle cure a Porretta, cosa che abitualmente segna l'inizio dell'inverno "vero" : quello della neve e di tutto il resto. Certo mi rimarrà l'immagine di me che ero uscendo dagli stabilimenti stavo attento alla sciarpa, al cappuccio insomma a roba regna di un 80-enne mentre un vero 80-enne (vabbè diciamo 60-enne) stava sulla porta dell'albergo, accappatoio aperto, capelli bagnati e sigaretta in bocca. Fuori erano 5-6 gradi. Io tossivo come un majale e lui no....
Per il resto mi pare che non ci sia niente da segnalare. A voi magari importerà del governo, di chi c'è, di chi ci sarà, di chi ha ammazzato chi, di Corona e di Lele mora. A me non me ne frega un cazzo.
Mi importa delle giornate limpide di questi giorni, dello spettacolo che si vede al traforo della collina con gli alberi con le foglie dei colori più belli e con la nebbia che copre la città e che vista dall'alto sembra un mare, degna di un mondo tipo quello del Signore Degli Anelli.
Ultimamente ho letto il libro "Black" di Ted Dekker e mi è sembrato molto ben scritto. L'ho divorato in un lampo. Ed è bella l'idea che i sogni siano reali quanto questo schermo o questa tastiera e che di lì, queste cose sembrino strane e paradossali.
Ma allora sei un agnello, un leone o un bambino ? La realtà è che non sono nè un agnello nè un leone nè un bambino. Sono tutte e tre le cose, ma nessuna delle tre mi descrive completamente.
Ora sto leggendo "La notte eterna del Coniglio" di non mi ricordo chi. Ma non mi sembra all'altezza. Si vedrà.
Passo e chiudo.
venerdì 20 agosto 2010
L'ESTATE STA FINENDO (O FORSE NON E' MAI COMINCIATA)
In questo pezzo sarò banale.
O magari lo sono sempre.
Però il fatto è che l'estate è quasi finita e non me ne sono neanche accorto.
Eleggo questa ad immagine simbolo del periodo:

Ieri sono andato al (campino del) Villone per fare due tiri. E ho trovato parcheggio per puro caso. Pieno così non l'avevo mai visto.
Il pensiero è subito tornato a quegli anni immediatamente successivi alla separazione dei miei, quando passavo l'agosto da mio padre, in genere rimanendo in città e andando a pescare, in piscina e simili. A me che giravo in bicicletta senza mani, per le strade deserte con tutto chiuso. Con 38 gradi fuori. Con gli amici che non c'erano e si aspettava a gloria che tornassero e i pomeriggi che passavano a giocare a Risiko! o Dungeons&Dragons a casa di quei pochi sopravvissuti (presenti) o al campino, dalle 3 alle 7, tirando da solo al canestro, che se arrivava anche solo un tizio per fare un 1vs1 era come aver fatto un terno al lotto.
Ora non c'è più niente di tutto questo. Non c'è più la città deserta tutta per te. Non c'è più (almeno, quest'anno non c'è stata ... ma mi pare che sia qualche anno che va così, al di là di quelli che quando sono 25.00000000001 gradi cominciano a lamentarsi) la "lunga estate caldissima", come dicevano gli 883.
Ci sono questi giorni, in tutto e per tutto uguali agli altri del resto dell'anno, tranne che non faccio la fit boxe e non vado ai concerti perchè palestra e vari locali sono chiusi (anche se le riaperture sono già programmate e messe sui rispettivi siti). E soprattutto non c'è più la magia di quelle estati.
Mi sento, privato di qualcosa, "danneggiato" per dirla con gli Assemblage23.
Forse sabato vado con M. alla Canniccia a vedere il DJ dei Black Eyed Peas, speriamo.
Anche se saranno tutti bimbi qualcosa è infiniti dB meglio che niente come diceva quello.
Che poi era il mio idolo e mi dette solo 27, quando le cose le sapevo, eccome.
Stronzo.
O magari lo sono sempre.
Però il fatto è che l'estate è quasi finita e non me ne sono neanche accorto.
Eleggo questa ad immagine simbolo del periodo:
Ieri sono andato al (campino del) Villone per fare due tiri. E ho trovato parcheggio per puro caso. Pieno così non l'avevo mai visto.
Il pensiero è subito tornato a quegli anni immediatamente successivi alla separazione dei miei, quando passavo l'agosto da mio padre, in genere rimanendo in città e andando a pescare, in piscina e simili. A me che giravo in bicicletta senza mani, per le strade deserte con tutto chiuso. Con 38 gradi fuori. Con gli amici che non c'erano e si aspettava a gloria che tornassero e i pomeriggi che passavano a giocare a Risiko! o Dungeons&Dragons a casa di quei pochi sopravvissuti (presenti) o al campino, dalle 3 alle 7, tirando da solo al canestro, che se arrivava anche solo un tizio per fare un 1vs1 era come aver fatto un terno al lotto.
Ora non c'è più niente di tutto questo. Non c'è più la città deserta tutta per te. Non c'è più (almeno, quest'anno non c'è stata ... ma mi pare che sia qualche anno che va così, al di là di quelli che quando sono 25.00000000001 gradi cominciano a lamentarsi) la "lunga estate caldissima", come dicevano gli 883.
Ci sono questi giorni, in tutto e per tutto uguali agli altri del resto dell'anno, tranne che non faccio la fit boxe e non vado ai concerti perchè palestra e vari locali sono chiusi (anche se le riaperture sono già programmate e messe sui rispettivi siti). E soprattutto non c'è più la magia di quelle estati.
Mi sento, privato di qualcosa, "danneggiato" per dirla con gli Assemblage23.
Forse sabato vado con M. alla Canniccia a vedere il DJ dei Black Eyed Peas, speriamo.
Anche se saranno tutti bimbi qualcosa è infiniti dB meglio che niente come diceva quello.
Che poi era il mio idolo e mi dette solo 27, quando le cose le sapevo, eccome.
Stronzo.
lunedì 19 luglio 2010
DI FILM E FORSE DI ALTRO
Mi è venuta voglia di parlare di film. Non sono nè quelli del 2010, del 2009 o che. Sono film che ho visto relativamente di recente. E sono solo impressioni : se siete degli intellettuali e volete sentir parlare di montaggio analogico e stivali dei soldati andatevele a cercare da qualche altra parte.

Jennifer's Body: 7+
Voglio dire, l'avete vista l'immagine che ho messo. Ah, ecco. Nient'altro da dire. Se non che ora se l'è presa Brian Austin Green quel tipo insulso di OC (o forse era Berverly Hills .... o cosa?) .... ma che cos'è una donna sposata se non una donna sola con un marito, come diceva non-mi-ricordo-chi ? Questo perchè credo sia unamanamente impossibile per me parlare di un film con Megan Fox senza parlare DI Megan Fox.
Premesso questo però ho trovato il film acuto e divertente, al contrario di tutti gli altri. Eleggerei questo film il "Morte a 33 giri" degli anni 2000 e questo per me non è un complimento, è una candidatura nella hall of fame.
Trama: non c'è. Nel senso che i temi sono quelli classici del film horror-adolescenziale americano: la scuola, il ballo, la figona e gli sfigati, il rock, la musica del demonio.
Solo che su un tessuto topico che più topico non si può ci si attacca una vena di raccontare frizzante. La scena del sacrificio con Adam Brody (sempre di OC) in veste emo che spiega alla futura vittima le motivazioni del suo gesto è da sbellicarsi (o forse no perchè un'idiozia del genere non è poi così lontana da certi 18-enni della cultura-amici, italiani o americani che siano). E il goticone che si gasa con la sua musica di morti e sangue e poi quando se li trova davanti davvero è quello che se la fa più sotto.
C'è chi ha definito questa classica storia di iniziazione in cui Amanda Seigfried (voglio dire una che a confronto della Volpe d'accordo ... ma che in generale ... buttala via!) passa da sfigata occhialuta a novella Jackie Chan che fugge dal suo penitenziario per avere la sua vendetta, troppo furba e curata per essere un B-movie e troppo poco profonda per diventare un cult.
A me ha divertito e messo di buon umore, oltre a farmi pensare qualche voltà "cazzo, è assurdo, ma è davvero così". Ed è questo ciò che chiedo ad un film, mi verrebbe da dire in generale.
Avatar 7.5
Eccoci qui all'oggetto delle contese filmografiche per eccellenza. Da una parte quelli che hanno esaltato gli effetti speciali ed emozionali, dall'altra chi ne ha evidenziato gli alti costi portando paragoni tipo "questo documentario fatto da un regista tazakistano sulla cultura del Bogo-Bogo nei tamai nadul è costato quando 10 secondi di avatar ma mi è piaciuto 1000 volte di più".
Boh, i gusti son gusti e io non sono un intenditore di film. Però che vi devo dire, a me avatar ha preso. La storia certo, non è nuova. Ma era nuova quella di guerre stellari? .... e del 90% dei film di avventura? Vien tutto da lì, dai greci contro i persiani, da maratona, salamina e le termopoli. E' l'uomo libero contro l'impero del male. E' anche qui un topos: e anche qui per me il problema non è citare, ma come si cita.
E i temi sono tanti, anche quello di un paragone internet-natura che mi è parso interessante : gli esseri viventi di Pandora sono di fatto collegati fra loro in un'unica mente alveare, direbbe Dan Simmons, una rete di elaborazione naturale, possibile evoluzione della rozza immagine di una cosa di questo tipo con cui lavoriamo tutti i giorni (internet).
Così a me è piaciuto e alla fine quando sono uscito ero pure un pò blu, tanto è vero che un bambino mi ha chiesto di firmargli un autografo perchè non aveva mai visto uno dei puffi in carne ed ossa.
Robin Hood 5.5
Qui secondo me casca l'asino. Un film che al contrario dei precedentemente descritti non nasce dichiaratamente come fumettone ma che senza volerlo lo diventa. Scene inutilmente crude (tipo gli abitanti del villaggio di robin bruciati vivi nelle capanne) per suggerire realismo unite a scene imbarazzanti, tipo lady Marian che indossa armi (è proprio il caso di dirlo!) e bagagli per combattere a fianco del suo uomo oppure Robin che va bene che è (o meglio diventerà) il principe dei ladri, ma via prendere uno con una freccia a mezzo chilometro di distanza, in corsa è roba che neanche Steven Segal o Van d'Hamme.
Particolarità di questo Robin Hood è che è un prequel: ovvero non si parla tanto del nostro che ruba ai ricchi per dare ai poveri ma del perchè un tranquillo (si fa per dire) soldato attento essenzialmente ai cazzi propri diventa il capo della nota armata brancaleone di simpatici filibustieri.
Tanta carne al fuoco: la giustizia, l'usurpare il nome di Dio, il ruolo del caso ... ma posso dirlo? .... per me stavolta Ridley Scott ha fatto un tavolo a 3 gambe...
Sherlock Holmes 5
Interessante l'idea di uno Sherlock geniale e disadattato, una specie di figura tipo il compianto Joker-Heath Ledger in Batman. Però tutto un pò troppo spinto all'eccesso. La trama onestamente sta su coi fili e sembra un pò quelle storie di Scooby Doo in cui alla fine Shaggy e gli altri ricostruiscono tutti i dettagli. Il combattimento con Sherlock alla rambo-con-addominali-a-tartaruga, nella londra del 1800 ci sta come il cavolo a merenda. E poi la conclusione col rimando all'inevitabile Sherlock II. Credo che ne farò o meno, grazie. Yes We Can.
Basta Che Funzioni 8
Non sono un grande amante di Woody Allen. Rifuggo in genere i suoi film, troppo intelligenti per il sottoscritto. Questo l'ho visto per caso, non sapendo di cosa si trattasse. Ma mi è piaciuto, assai.
Un pò perchè mi sono rivisto nel protagonista (ecco questa è una interpretazione e un personaggio vivo, per me) e nella sua vicenda. Sforzarsi di capire e comprendere e alla fine trovarsi solo con il disincanto per quello che è il genere umano. Un'accozzaglia rozza ed egoista, superficiale, patetica ... spesso anche poco divertente. Tu prima di tutti.
Insieme però anche il voler vivere, la forza di andare oltre i propri limiti ed il razionale ... la gioventù in sintesi, che all'improvviso irrompe e - se sei fortunato - ti permette di andare avanti, almeno per un altro pò.
La storia è quella di un fisico ormai anziano e misantropo (Boris Yellnikoff, Larry David) che si imbatte in una ragazzina (Evan Rachel Wood) senz'altro non intelligente quanto lui ma ancora disposta a cogliere quelle occasioni di felicità che la vita comunque ti offre. Intorno a questa base ruotano tutta una serie di personaggi, approfonditi a diversi livelli (talvolta più, talvolta meno) quasi sempre divertenti ed arguti.
Si sorride, si pensa e si passa bene l'oretta e mezza andandosene con una sensazione positiva pur senza quell'alone di felicità da villaggio, perchè l'happy end è talmente improbabile (tutti si ritrovano nella casa di Boris ... sembra quasi "Rag. Arturo de Fanti Bancario precario ! (*)) che lo si assimila come un'aspirazione, una tensione ad un coniglietto di pezza che si chiama felicità, senza cercare il quale neanche il più disincantato dei cinici può vivere, sad but true.
(*): Considerazione: Ma se Villaggio fosse nato in America, sarebbe diventato un personaggio di fama mondiale, alla Woody Allen ? Per me si....

Jennifer's Body: 7+
Voglio dire, l'avete vista l'immagine che ho messo. Ah, ecco. Nient'altro da dire. Se non che ora se l'è presa Brian Austin Green quel tipo insulso di OC (o forse era Berverly Hills .... o cosa?) .... ma che cos'è una donna sposata se non una donna sola con un marito, come diceva non-mi-ricordo-chi ? Questo perchè credo sia unamanamente impossibile per me parlare di un film con Megan Fox senza parlare DI Megan Fox.
Premesso questo però ho trovato il film acuto e divertente, al contrario di tutti gli altri. Eleggerei questo film il "Morte a 33 giri" degli anni 2000 e questo per me non è un complimento, è una candidatura nella hall of fame.
Trama: non c'è. Nel senso che i temi sono quelli classici del film horror-adolescenziale americano: la scuola, il ballo, la figona e gli sfigati, il rock, la musica del demonio.
Solo che su un tessuto topico che più topico non si può ci si attacca una vena di raccontare frizzante. La scena del sacrificio con Adam Brody (sempre di OC) in veste emo che spiega alla futura vittima le motivazioni del suo gesto è da sbellicarsi (o forse no perchè un'idiozia del genere non è poi così lontana da certi 18-enni della cultura-amici, italiani o americani che siano). E il goticone che si gasa con la sua musica di morti e sangue e poi quando se li trova davanti davvero è quello che se la fa più sotto.
C'è chi ha definito questa classica storia di iniziazione in cui Amanda Seigfried (voglio dire una che a confronto della Volpe d'accordo ... ma che in generale ... buttala via!) passa da sfigata occhialuta a novella Jackie Chan che fugge dal suo penitenziario per avere la sua vendetta, troppo furba e curata per essere un B-movie e troppo poco profonda per diventare un cult.
A me ha divertito e messo di buon umore, oltre a farmi pensare qualche voltà "cazzo, è assurdo, ma è davvero così". Ed è questo ciò che chiedo ad un film, mi verrebbe da dire in generale.
Avatar 7.5
Eccoci qui all'oggetto delle contese filmografiche per eccellenza. Da una parte quelli che hanno esaltato gli effetti speciali ed emozionali, dall'altra chi ne ha evidenziato gli alti costi portando paragoni tipo "questo documentario fatto da un regista tazakistano sulla cultura del Bogo-Bogo nei tamai nadul è costato quando 10 secondi di avatar ma mi è piaciuto 1000 volte di più".
Boh, i gusti son gusti e io non sono un intenditore di film. Però che vi devo dire, a me avatar ha preso. La storia certo, non è nuova. Ma era nuova quella di guerre stellari? .... e del 90% dei film di avventura? Vien tutto da lì, dai greci contro i persiani, da maratona, salamina e le termopoli. E' l'uomo libero contro l'impero del male. E' anche qui un topos: e anche qui per me il problema non è citare, ma come si cita.
E i temi sono tanti, anche quello di un paragone internet-natura che mi è parso interessante : gli esseri viventi di Pandora sono di fatto collegati fra loro in un'unica mente alveare, direbbe Dan Simmons, una rete di elaborazione naturale, possibile evoluzione della rozza immagine di una cosa di questo tipo con cui lavoriamo tutti i giorni (internet).
Così a me è piaciuto e alla fine quando sono uscito ero pure un pò blu, tanto è vero che un bambino mi ha chiesto di firmargli un autografo perchè non aveva mai visto uno dei puffi in carne ed ossa.
Robin Hood 5.5
Qui secondo me casca l'asino. Un film che al contrario dei precedentemente descritti non nasce dichiaratamente come fumettone ma che senza volerlo lo diventa. Scene inutilmente crude (tipo gli abitanti del villaggio di robin bruciati vivi nelle capanne) per suggerire realismo unite a scene imbarazzanti, tipo lady Marian che indossa armi (è proprio il caso di dirlo!) e bagagli per combattere a fianco del suo uomo oppure Robin che va bene che è (o meglio diventerà) il principe dei ladri, ma via prendere uno con una freccia a mezzo chilometro di distanza, in corsa è roba che neanche Steven Segal o Van d'Hamme.
Particolarità di questo Robin Hood è che è un prequel: ovvero non si parla tanto del nostro che ruba ai ricchi per dare ai poveri ma del perchè un tranquillo (si fa per dire) soldato attento essenzialmente ai cazzi propri diventa il capo della nota armata brancaleone di simpatici filibustieri.
Tanta carne al fuoco: la giustizia, l'usurpare il nome di Dio, il ruolo del caso ... ma posso dirlo? .... per me stavolta Ridley Scott ha fatto un tavolo a 3 gambe...
Sherlock Holmes 5
Interessante l'idea di uno Sherlock geniale e disadattato, una specie di figura tipo il compianto Joker-Heath Ledger in Batman. Però tutto un pò troppo spinto all'eccesso. La trama onestamente sta su coi fili e sembra un pò quelle storie di Scooby Doo in cui alla fine Shaggy e gli altri ricostruiscono tutti i dettagli. Il combattimento con Sherlock alla rambo-con-addominali-a-tartaruga, nella londra del 1800 ci sta come il cavolo a merenda. E poi la conclusione col rimando all'inevitabile Sherlock II. Credo che ne farò o meno, grazie. Yes We Can.
Basta Che Funzioni 8
Non sono un grande amante di Woody Allen. Rifuggo in genere i suoi film, troppo intelligenti per il sottoscritto. Questo l'ho visto per caso, non sapendo di cosa si trattasse. Ma mi è piaciuto, assai.
Un pò perchè mi sono rivisto nel protagonista (ecco questa è una interpretazione e un personaggio vivo, per me) e nella sua vicenda. Sforzarsi di capire e comprendere e alla fine trovarsi solo con il disincanto per quello che è il genere umano. Un'accozzaglia rozza ed egoista, superficiale, patetica ... spesso anche poco divertente. Tu prima di tutti.
Insieme però anche il voler vivere, la forza di andare oltre i propri limiti ed il razionale ... la gioventù in sintesi, che all'improvviso irrompe e - se sei fortunato - ti permette di andare avanti, almeno per un altro pò.
La storia è quella di un fisico ormai anziano e misantropo (Boris Yellnikoff, Larry David) che si imbatte in una ragazzina (Evan Rachel Wood) senz'altro non intelligente quanto lui ma ancora disposta a cogliere quelle occasioni di felicità che la vita comunque ti offre. Intorno a questa base ruotano tutta una serie di personaggi, approfonditi a diversi livelli (talvolta più, talvolta meno) quasi sempre divertenti ed arguti.
Si sorride, si pensa e si passa bene l'oretta e mezza andandosene con una sensazione positiva pur senza quell'alone di felicità da villaggio, perchè l'happy end è talmente improbabile (tutti si ritrovano nella casa di Boris ... sembra quasi "Rag. Arturo de Fanti Bancario precario ! (*)) che lo si assimila come un'aspirazione, una tensione ad un coniglietto di pezza che si chiama felicità, senza cercare il quale neanche il più disincantato dei cinici può vivere, sad but true.
(*): Considerazione: Ma se Villaggio fosse nato in America, sarebbe diventato un personaggio di fama mondiale, alla Woody Allen ? Per me si....
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giovedì 15 luglio 2010
Il genio che (forse) avresti voluto essere
Il metodo non può competere col talento.
Certo il metodo è pur sempre meglio di procedere a casaccio come fa la maggior parte della gente, però per i veri risultati serve qualcos'altro.
Talvolta mi trovo a fare queste considerazioni : e siccome i fatti mi hanno dimostrato che in questa personale (e probabilmente un pò nazista) divisione del mondo mi troverei fra quelli che hanno metodo ma che non hanno talento ... vivo un pò il complesso di inferiorità rispetto a quelli che ce l'hanno.
I miei miti in altri termini, sono sempre stati matematici, fisici o premi nobel ... non calciatori veline o imprenditori come per quasi tutti.
Così storie come quella di Grigory Perelman in ogni caso mi emozionano.
Questo tizio ha svelato il problema della congettura di Poincarè, ovvero, in due parole, se una sfera tridimensionale (ovvero una superficie sferica in tre dimensioni, ovvero il bordo di una palla in un ambiente quadridimensionale) è o non è l'unica curva in quell'ambiente senza buchi.
Non per la congettura in sè. Ormai, dopo tanti anni distante da quelle robe, faccio fatica anche a parlarne senza dire troppe cazzate ...
Quanto per il personaggio.
Che ha rifiutato vari premi (fra cui il nobel della matematica, ovvero la medaglia Fields ... e il milione di dollari dell'istituto Clay) dicendo fondamentalmente di "non meritarli perchè il contributo di altri era almeno pari al suo" o perchè "la soddisfazione per l'(eventuale) esattezza della propria ipotesi poteva essere l'uncio vero premio per lui".
Storie che ti fanno dire che gente così esiste ancora e non sono tutti corona, veline e calciatori o peggio le loro patetiche versioni di wannabe provinciali.
Solo che ... senza offesa ma Grigory è uno sfigato.
Leggo che vive con la madre (a 46 anni) in un monolocale di S. Pietroburgo. Lo guardi e oltre ad essere trasandato, dimostrare molti anni in più di quello che ha .... il concetto di base è che non sembra poi così felice.
E così, come al solito il mio cerchio non si chiude.
Mi dico che vorrei essere come lui.
Ma subito dopo penso "...ma anche no".
Certo che siamo fatti proprio male ...
Certo il metodo è pur sempre meglio di procedere a casaccio come fa la maggior parte della gente, però per i veri risultati serve qualcos'altro.
Talvolta mi trovo a fare queste considerazioni : e siccome i fatti mi hanno dimostrato che in questa personale (e probabilmente un pò nazista) divisione del mondo mi troverei fra quelli che hanno metodo ma che non hanno talento ... vivo un pò il complesso di inferiorità rispetto a quelli che ce l'hanno.
I miei miti in altri termini, sono sempre stati matematici, fisici o premi nobel ... non calciatori veline o imprenditori come per quasi tutti.
Così storie come quella di Grigory Perelman in ogni caso mi emozionano.
Questo tizio ha svelato il problema della congettura di Poincarè, ovvero, in due parole, se una sfera tridimensionale (ovvero una superficie sferica in tre dimensioni, ovvero il bordo di una palla in un ambiente quadridimensionale) è o non è l'unica curva in quell'ambiente senza buchi.
Non per la congettura in sè. Ormai, dopo tanti anni distante da quelle robe, faccio fatica anche a parlarne senza dire troppe cazzate ...
Quanto per il personaggio.
Che ha rifiutato vari premi (fra cui il nobel della matematica, ovvero la medaglia Fields ... e il milione di dollari dell'istituto Clay) dicendo fondamentalmente di "non meritarli perchè il contributo di altri era almeno pari al suo" o perchè "la soddisfazione per l'(eventuale) esattezza della propria ipotesi poteva essere l'uncio vero premio per lui".
Storie che ti fanno dire che gente così esiste ancora e non sono tutti corona, veline e calciatori o peggio le loro patetiche versioni di wannabe provinciali.
Solo che ... senza offesa ma Grigory è uno sfigato.
Leggo che vive con la madre (a 46 anni) in un monolocale di S. Pietroburgo. Lo guardi e oltre ad essere trasandato, dimostrare molti anni in più di quello che ha .... il concetto di base è che non sembra poi così felice.
E così, come al solito il mio cerchio non si chiude.
Mi dico che vorrei essere come lui.
Ma subito dopo penso "...ma anche no".
Certo che siamo fatti proprio male ...
lunedì 12 luglio 2010
PIU' GROOVE PER TUTTI
Ho letto o sentito diverse volte la faccenda dei genitori che facevano sacrifici per far studiare i figli e sinceramente l'ho sempre creduto un pensiero superato.
Ma tutto cambia e niente cambia come diceva quel tizio. Così mentre prima si doveva zappare, murare, vangare e chissà cos'altro per avere il figlio dottore, adesso non occorrono cose particolari per mandare il figlio all'università.
Solo che l'università da sola non serve più ad un cazzo ; per guadagnare veramente serve qualcosa in più. Darla via? Si, ok se sei ventenne e figoccia può essere, ma non pensavo a quello. Pensavo ai vari master o lauree private i quali a fronte di una spesa intorno agli 80.000 euro non ti garantiscono lo stesso un cazzo ma ti danno quelle carte in più che sostanzialmente ti permettono di giocare ai tavoli che contano. Carte che realisticamente direi di poter descrivere con una formula siffatta:
30% di formazione superiore (a quella della università pubbliche intendo)
30% di agganci (è indubbio che se per dire ad un corso, il cui contenuto è in questo contesto irrilevante, ci siamo io e Lapo Elkann e abbiamo studiato insieme o quasi e lui sa che sono bravo come informatico ci sono significative probabilità che se cerchi chessò un nuovo dirigente per i sistemi informativi prenda in considerazione me, che altrimenti non mi avrebbe cacato di striscio)
... che unita ad un 40% di TUA capacità/volontà di vivere senza troppa fatica in determinati ambienti concludono la ricetta per il successo (?).
Gente che conosco si trova adesso a fare una scelta di questo genere : investire (o buttare a seconda dei casi della vita) cotanti euri per dare al figlio (che magari sogna un carriera in quel settore) una formazione degna di questo nome oppure farlo studiare normalmente sapendo che al più finirà a fare dei timbri da qualche parte o fare copia incolla di stupidissimi progetti di cuscinetti a sfera in azienducole familiari tanto piene di buon senso quanto di prevaricazione e ottusità.
Tertium non datur dicevano i latini.
A me il latino ha sempre fatto schifo. Il tertium poi è dato eccome. C'è sempre un'altra possibilità. Un'idea che ti squarcia quel quadro grigio che ti aspetta e che vedi avvicinarsi, come un posto di blocco in una strada senza deviazioni dove ci sei soltanto te.
Il tertium che mi ha fatto volgere altrove la mente irrigidita e (a suo modo) preoccupata è stato questo:
Ho visto per caso delle riduzioni di una discoteca che si chiama Indio che si trova "dalle mie parti" e non so perchè sono andato su wikipedia a trovare informazionisu questo personaggio.
Che ha più o meno la mia età, che ha fatto i miei stessi studi. E che come me, ha visto che il tutto lo portava in un vicolo cieco.
Così si è buttato. Ha aggiunto delle cose alla sua laurea. Ma non per fare il manager : per poter fare l'idiota (nel senso buono) : divertirsi, prendere e prendersi in giro.
Non potevo non andarlo a vedere no? E pur non avendo fatto niente di troppo diverso da quello che si vede nel video mi ha messo proprio di buon umore.
Jonny, cazzo, sei un grandissimo ......... ttttti sssstimo!
(e detto fra noi mi sarebbe piaciuto fare come te, ma non è detto che nei prossimi mesi qualcosa non mi inventi ;-)
Ma tutto cambia e niente cambia come diceva quel tizio. Così mentre prima si doveva zappare, murare, vangare e chissà cos'altro per avere il figlio dottore, adesso non occorrono cose particolari per mandare il figlio all'università.
Solo che l'università da sola non serve più ad un cazzo ; per guadagnare veramente serve qualcosa in più. Darla via? Si, ok se sei ventenne e figoccia può essere, ma non pensavo a quello. Pensavo ai vari master o lauree private i quali a fronte di una spesa intorno agli 80.000 euro non ti garantiscono lo stesso un cazzo ma ti danno quelle carte in più che sostanzialmente ti permettono di giocare ai tavoli che contano. Carte che realisticamente direi di poter descrivere con una formula siffatta:
30% di formazione superiore (a quella della università pubbliche intendo)
30% di agganci (è indubbio che se per dire ad un corso, il cui contenuto è in questo contesto irrilevante, ci siamo io e Lapo Elkann e abbiamo studiato insieme o quasi e lui sa che sono bravo come informatico ci sono significative probabilità che se cerchi chessò un nuovo dirigente per i sistemi informativi prenda in considerazione me, che altrimenti non mi avrebbe cacato di striscio)
... che unita ad un 40% di TUA capacità/volontà di vivere senza troppa fatica in determinati ambienti concludono la ricetta per il successo (?).
Gente che conosco si trova adesso a fare una scelta di questo genere : investire (o buttare a seconda dei casi della vita) cotanti euri per dare al figlio (che magari sogna un carriera in quel settore) una formazione degna di questo nome oppure farlo studiare normalmente sapendo che al più finirà a fare dei timbri da qualche parte o fare copia incolla di stupidissimi progetti di cuscinetti a sfera in azienducole familiari tanto piene di buon senso quanto di prevaricazione e ottusità.
Tertium non datur dicevano i latini.
A me il latino ha sempre fatto schifo. Il tertium poi è dato eccome. C'è sempre un'altra possibilità. Un'idea che ti squarcia quel quadro grigio che ti aspetta e che vedi avvicinarsi, come un posto di blocco in una strada senza deviazioni dove ci sei soltanto te.
Il tertium che mi ha fatto volgere altrove la mente irrigidita e (a suo modo) preoccupata è stato questo:
Ho visto per caso delle riduzioni di una discoteca che si chiama Indio che si trova "dalle mie parti" e non so perchè sono andato su wikipedia a trovare informazionisu questo personaggio.
Che ha più o meno la mia età, che ha fatto i miei stessi studi. E che come me, ha visto che il tutto lo portava in un vicolo cieco.
Così si è buttato. Ha aggiunto delle cose alla sua laurea. Ma non per fare il manager : per poter fare l'idiota (nel senso buono) : divertirsi, prendere e prendersi in giro.
Non potevo non andarlo a vedere no? E pur non avendo fatto niente di troppo diverso da quello che si vede nel video mi ha messo proprio di buon umore.
Jonny, cazzo, sei un grandissimo ......... ttttti sssstimo!
(e detto fra noi mi sarebbe piaciuto fare come te, ma non è detto che nei prossimi mesi qualcosa non mi inventi ;-)
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